Rocco

Rocco

 

L’ingresso in canile di Rocco è stato tumultuoso e complicato: mostrava segni di aggressività verso chiunque si avvicinasse a lui, perciò il percorso rieducativo è stato molto lungo e fatto di piccoli passi.

L’operatore inizialmente si presentava davanti al suo box con piccoli bocconcini per instaurare un rapporto di fiducia, in quanto il cane viveva con diffidenza la sua situazione e non aveva socialità né con gli umani né con gli altri cani.

Piano piano Rocco ha iniziato ad abituarsi alla nuova realtà e lo staff ha cominciato a farlo sgambare nei recinti del canile, sempre però con la massima attenzione. Ci sono voluti sei mesi prima di riuscire a stabilire un buon rapporto con il mondo esterno.

Un giorno in canile si presentarono Maria Rosaria e si innamorò di Rocco a prima vista.

All’inizio del percorso Maria e il marito sono stati avvisati del lungo e complicato periodo di conoscenza che serviva per poter instaurare un rapporto duraturo e solido con Rocco, ma loro non si sono mai persi d’animo.

Per circa tre mesi, tre/quattro volte a settimana sono venuti in canile per farsi conoscere dal cane e poter instaurare un legame di conoscenza. Hanno lavorato molto sulla fiducia e sulla condotta al guinzaglio (per Rocco era un vero e proprio attrezzo di “tortura”).

Dopo i primi mesi hanno iniziato ad avere dei risultati. Rocco li riconosceva e non aveva più l’aggressività che mostrava quando era in box. Era giunto il momento di poterselo a casa.

 

 

TESTIMONIANZA DELLA FAMIGLIA

Rocco è un cagnone dall’aspetto molto strano, essendo appunto un incrocio particolare: rottweiler/bassethound, una creatura di 30 kg con un grosso testone e quattro zampone grosse e basse.

Il 27 Maggio 2012 mi recai con mio marito al canile di Riccione con l’intento e la consapevolezza di voler adottare un cane. Chiedemmo di poter conoscere Rocco. Un operatore del canile gentilmente ci accompagnò e ci anticipò che il percorso sarebbe stato lungo e difficile. Lui era un cane con molteplici problematiche: era aggressivo, non accettava il collare, non sapeva stare al passo, insomma dovevamo partire da zero. Ci avvicinammo al suo box e i suoi occhioni color nocciola ci toccarono l’anima: gli si leggeva chiaro la sofferenza, abbandonato e forse maltrattato, lui ha saputo dare un’altra possibilità al genere umano. Ci ha permesso di entrare nella sua vita, rendendo la nostra ricca di amore. Abbiamo intrapreso un percorso lungo, durato 3 mesi, andando quasi tutti i giorni per rieducarlo con il validissimo aiuto degli operatori.

Ricordo che un pomeriggio, mentre giocavamo, lui ad un certo punto si sdraió per terra (eh si! Rocco è uno che si stanca facilmente) e si buttò letteralmente tra le mie braccia, abbiamo avuto finalmente la prova che Rocco ed io eravamo pronti per vivere la nostra vita insieme, l’uno affianco all’altro.

Adesso è il cane più buono del mondo, sale in macchina (cosa che prima odiava), si fida delle persone, cammina al guinzaglio e ci da tante soddisfazioni.

Infine, il 1 Gennaio 2015 Rocco è diventato fratello maggiore della nostra primogenita Alessia e giá sono diventati inseparabili.