Greta

Greta_02

La storia di Greta è stata motivo di orgoglio e ispirazione per tutto lo staff del canile di Riccione, dimostrando come l’impegno e la professionalità ripagano ogni sforzo.

È arrivata in canile nel 2010, portando con sé paura e diffidenza. Il suo aspetto buffo attirava le attenzioni di tutti, ma lei rispondeva con la fuga. Considerata la difficoltà nel costruire un percorso educativo, l’aiuto dei suoi compagni di box è stato fondamentale: Placido, Ambrogio e Gigi, essendo cani molto socievoli l’hanno aiutata a compiere il primo passo verso l’uomo. Greta ha trovato in una singola operatrice il suo primo punto di riferimento umano: la loro amicizia è nata gradualmente, dalla prima carezza all’invito al gioco! Lo staff, per aumentare la sua socievolezza, ha trasferito il lavoro anche su altri educatori e su alcuni volontari, che giorno dopo giorno, hanno creato la sua cerchia di amici. Greta, con la sua vivacità contagiosa, era diventata la mascotte dello sgambamento, felice delle sue conquiste sociali. Purtroppo ciò non bastava per assicurarle una famiglia perché si sottraeva ad ogni tentativo di approccio da parte degli estranei, mantenendo grandi distanze e spaventandosi per ogni movimento.

Laura e la sua famiglia erano a conoscenza di queste difficoltà ma hanno accettato la sfida. Inizialmente sono stati affiancati dagli operatori conosciuti dal cane, che con la loro presenza rassicuravano Greta nelle difficoltà, mediando e facilitando la riduzione delle distanze. Il grande lavoro della famiglia Paolini è stato supportato anche dal loro cane Teo, che con il suo carattere pacifico e socievole ha spronato Greta ad incuriosirsi verso di loro. Dopo due mesi di difficile percorso, gli operatori hanno spinto Laura a prendere in mano la situazione, eliminando la loro presenza rassicurante durante gli incontri. Nonostante le prime difficoltà, Greta ha cominciato ad affidarsi a lei e a permetterle qualche carezza, concludendo ogni incontro con un po’ di fiducia in più.

Il giorno dell’adozione era arrivato, ma la famiglia sapeva che un altro grande lavoro li aspettava: introdurre Greta in un ambiente nuovo. Le difficoltà non sono mancate ma la fiducia di Greta è stata totalmente conquistata. Non ringrazieremo mai abbastanza la famiglia Paolini per l’impegno e la costanza che hanno dimostrato.

 

TESTIMONIANZA DELLA FAMIGLIA:

Sono Laura, la proprietaria di Greta. Vi scrivo per tenervi un po’ aggiornati sui progressi.

9 mesi fa, quando insieme a mio babbo abbiamo deciso di venire al canile per adottare un cane non avremmo mai pensato ad un cane come lei perché Greta era un cane con delle problematiche caratteriali, ma è bastato vederla per innamorarsene.

Mi ricordo che all’inizio aveva paura anche della sua ombra e non pensava minimamente a farsi avvicinare, dovevamo stare attenti ad ogni movimento che facevamo perché era più facile che si spaventasse e scappasse piuttosto che venire da noi. Piano piano le cose cominciavano a cambiare, lei ha iniziato a restringere le distanze, a girarci intorno e a capire che forse non eravamo cosi male.

Confesso che più di una volta c’è stato il pensiero di mollare e di non potercela fare perché, anche se i progressi c’erano, erano minimi. Poi dopo quasi due mesi di percorso la notizia tanto aspettata: Greta può venire a casa! Anche lì le difficoltà non sono state poche: non si faceva avvicinare da nessuno, solo con me faceva qualche passo in avanti e se arrivava qualche estraneo iniziava a girar su se stessa. Un paio di volte è anche scappata e siamo riusciti a riprenderla ma con difficoltà.

I mesi passano e le cose cambiano: adesso Greta insieme al suo amico Teo è una gran birichina. La mattina quando io e mia mamma usciamo di casa lei ci aspetta fuori dalla porta e se non la guardiamo ci chiama con il muso da dietro come per dire:”hei sono qui!”, ci accompagna al cancello e ci viene incontro quando torniamo, è una gran giocherellona!!! Anche con gli estranei ha fatto progressi: non scappa più, si avvicina e li annusa, anche se non si fa toccare.

Voglio fare una considerazione ed esprimere un mio pensiero: spesso sento dire che i cani vengono portati in canile o abbandonati per difficoltà economiche, motivi di salute ecc. Quando noi abbiamo iniziato il percorso con Greta mio babbo era malato e si stava sottoponendo a delle cure, spesso capitava che il giorno prima faceva la chemio e il giorno dopo veniva in canile perché la voglia di portare a casa Greta superava tutto. L’unico rammarico è che non se l’è potuta godere perché poco dopo che lei è arrivata lui si è aggravato e un mese dopo è venuto a mancare. Tutto questo per dire che a volte si tratta un cane come un gioco o un soprammobile e alla prima difficoltà si molla! Scusate se mi sono allungata ma concludo dicendo che siamo state più fortunate noi ad avere Greta in casa, che lei noi!

Laura